Le lauree più richieste: guida ai percorsi di studio scelti dai giovani

Le lauree più richieste - guida ai percorsi di studio scelti dai giovani

Le lauree più richieste nel panorama universitario italiano

Quando si parla di lauree più richieste, molti pensano subito a stipendi alti e lavoro sicuro. Dietro queste etichette, però, ci sono numeri, tendenze e decisioni personali che pesano per anni sulla vita di una persona.

Negli ultimi anni l’università italiana vive una fase di espansione storica.
Nel 2024/2025 gli iscritti complessivi raggiungono circa 2.050.112 studenti, il valore più alto mai registrato. La Sapienza di Roma, con circa 111.960 iscritti nel 2023/2024, risulta l’ateneo più grande, mentre Padova guida la classifica dei mega atenei statali per immatricolazioni.

In questo scenario, capire quali percorsi attraggono di più non è solo interessante: diventa uno strumento strategico per orientare una scelta consapevole.

Questo articolo analizza le lauree più richieste intrecciando dati su immatricolazioni, domanda delle imprese e tassi occupazionali. Verrà mostrato quali atenei vengono scelti maggiormente, quali aree disciplinari offrono opportunità concrete e perché certe professionalità risultano così ricercate.

Infine, verrà spiegato come leggere questi numeri senza lasciarsi ingabbiare dalle mode. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra prospettive occupazionali, interessi personali e sviluppo delle proprie skills lungo l’intero percorso universitario.

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Atenei scelti per le lauree più richieste

Prima di entrare nel dettaglio delle lauree più richieste, è utile capire dove si concentrano gli studenti. La geografia degli atenei racconta molto delle aspirazioni collettive e dei poli di attrazione disciplinare.

Nel 2023/2024 La Sapienza di Roma conta circa 111.960 iscritti, confermandosi l’università più grande d’Italia.
Nel 2024/2025 l’intero sistema universitario raggiunge il record di circa 2.050.112 studenti iscritti, un segnale evidente di fiducia crescente negli studi accademici e nel loro valore sul mercato del lavoro.

Guardando alle nuove immatricolazioni, nel 2024/2025 si registra un incremento del 5,7% rispetto all’anno precedente.
Le matricole passano da 320.434 a 338.893, con una prevalenza femminile attorno al 57%. Tra i cosiddetti mega atenei statali, l’Università di Padova risulta prima per numero di immatricolati, seguita da Bologna, Pisa, Sapienza e Statale di Milano.
Questi poli non attirano solo per prestigio generale o tradizione storica. Spesso concentrano facoltà fortemente collegate alle lauree più richieste, come Ingegneria, Economia o area medico-sanitaria.

Per uno studente, osservare dove crescono maggiormente le immatricolazioni significa cogliere segnali sul rapporto tra offerta formativa, servizi, opportunità territoriali e reti professionali.
Elementi che incidono quasi quanto il singolo corso di studio nella costruzione di un percorso efficace.

Aree disciplinari delle lauree più richieste dalle imprese

Quando si analizzano le lauree più richieste dalle imprese tra 2025 e 2029, emerge una mappa molto chiara. Alcune aree disciplinari trainano il fabbisogno di laureati e reagiscono direttamente ai cambiamenti economici, demografici e tecnologici.

Secondo le stime Unioncamere per il periodo 2025–2029, ogni anno serviranno circa 54.100 laureati in Economia e Statistica.
A seguire, con 42.600 unità annue ciascuno, si collocano il settore medico-sanitario e le Ingegnerie non civili.
L’insegnamento e la formazione richiedono 29.000 laureati l’anno, mentre l’area giuridico e politico-sociale si attesta intorno a 28.400.

Completano il quadro l’Ingegneria civile e architettura con 15.700 laureati annui stimati e le discipline STEM matematico-fisico-informatiche con circa 15.400 unità. Questi numeri mostrano come sanità, tecnologia ed economia diventino oggi i tre pilastri della domanda.

Dietro queste lauree più richieste si nascondono fattori specifici: digitalizzazione delle imprese, invecchiamento della popolazione, complessità normativa, transizione ecologica.
Le aziende cercano figure capaci di integrare competenze tecniche e visione strategica.

Per esempio, un laureato in Ingegneria dell’informazione può lavorare su sistemi di sicurezza digitale per ospedali, incrociando così competenze ICT e sanitarie. Chi sceglie questi percorsi entra in un mercato che, almeno nel medio periodo, promette forte ricettività e ampi margini di specializzazione continua.

Occupazione e stipendi delle lauree più richieste

Le statistiche occupazionali sono spesso il primo criterio con cui si giudicano le lauree più richieste.
Per usarle davvero bene, però, servono alcune chiavi di lettura e un minimo di contesto, così da interpretare correttamente percentuali e retribuzioni.

Il Rapporto 2024 di Almalaurea segnala, a cinque anni dal titolo, tassi di occupazione molto elevati in alcune aree.
Ingegneria industriale e dell’informazione arriva al 95,6%, l’informatica e tecnologie ICT al 94,6%, architettura e ingegneria civile al 92,5%, Economia al 91,2%, settore medico-sanitario e farmaceutico al 90,9%.

Anche le retribuzioni nette mensili a cinque anni risultano competitive. Si attestano intorno a 2.220 € per Informatica e ICT, 2.177 € per Ingegneria industriale e dell’informazione, 1.972 € per Economia, 1.932 € per architettura e ingegneria civile, 1.865 € per Medicina e Farmacia. A un anno dal titolo magistrale, le stime indicano comunque circa il 75–78% di occupati.

Ecco alcuni indicatori da tenere d’occhio quando si valutano le lauree più richieste:

  • Tasso di occupazione a 1 e 5 anni dalla laurea
  • Stipendio medio, ma anche sua crescita nel tempo
  • Percentuale di contratti stabili rispetto alle collaborazioni
  • Coerenza tra lavoro svolto e percorso di studi

Un esempio concreto: Infermieristica registra il 95% di occupati a un anno, con circa 1.600 € mensili, mentre Ingegneria informatica arriva all’87% e circa 1.800 €.
Numeri solidi, che però vanno sempre confrontati con attitudini personali, desiderio di aggiornamento e sostenibilità del carico di lavoro nel lungo periodo.

Perché certe lauree sono così richieste e quali rischi nascondono

Dietro le lauree più richieste non c’è mai solo il caso.
La domanda del mercato del lavoro riflette trasformazioni profonde nella società e nell’economia, che tendono a valorizzare alcuni profili più di altri in modo strutturale.

Le professioni STEM, medico-sanitarie ed economico-statistiche rispondono a tre grandi sfide: digitalizzazione, salute pubblica, gestione dei dati.
Molte aziende faticano a trovare laureati disponibili in questi ambiti, generando una scarsità cronica di competenze. La sanità affronta l’invecchiamento della popolazione e il pensionamento di molti professionisti.

L’economia dei dati richiede analisti, attuari, esperti di data science e figure capaci di dialogare con l’intelligenza artificiale.
Per questo, lauree come Ingegneria, Informatica, Statistica, Medicina, Farmacia e Infermieristica rientrano stabilmente tra le lauree più richieste e mantengono un buon potenziale di inserimento.

Esiste però un rischio spesso sottovalutato: scegliere solo inseguendo le mode.
Si rischia di vivere burnout o dover cambiare rotta dopo pochi anni. Una laurea “calda” oggi potrebbe non esserlo domani. E, soprattutto, senza una motivazione autentica diventa difficile reggere l’intensità di percorsi come Medicina o Ingegneria, dove lo sforzo richiesto resta elevato e continuo.

Lauree con maggiori opportunità di inserimento lavorativo concreto

Quando si parla di lauree più richieste, molti vogliono sapere quali percorsi offrano davvero un inserimento rapido e stabile.
I dati più recenti consentono di tracciare alcune traiettorie particolarmente solide, utili per chi guarda con attenzione al dopo laurea.

A cinque anni dal titolo, le aree con i tassi occupazionali più alti sono Ingegneria industriale e dell’informazione, Informatica e tecnologie ICT, architettura e ingegneria civile, Economia, medico-sanitario e farmaceutico.
Si tratta di ambiti in cui domanda delle imprese e offerta di laureati non si incrociano sempre in modo equilibrato.
Se si osserva a un anno dalla laurea magistrale, emergono profili molto chiari. Infermieristica registra il 95% di occupati e circa 1.600 € mensili, Ingegneria informatica l’87% e circa 1.800 €, Ingegneria industriale l’85% e 1.750 €, Economia e management il 78% e 1.500 €. Qui le lauree più richieste coincidono spesso con ruoli ben definiti.

Parliamo di figure come ingegnere di processo, sviluppatore software, infermiere di area critica, controller aziendale. In pratica, questi percorsi combinano tre elementi decisivi: competenze tecniche forti, spendibilità in settori diversi e possibilità di ulteriore specializzazione.

Chi sceglie questi ambiti trova spesso porte aperte non solo nel privato, ma anche nel pubblico, nella consulenza e nel mondo della ricerca applicata. Ciò consente di costruire carriere flessibili ma solide nel tempo, capaci di adattarsi a contesti diversi.

Numeri, desideri e futuro: come usare le classifiche in modo intelligente

Guardando le classifiche delle lauree più richieste, è facile lasciarsi sedurre da percentuali e stipendi. Il vero valore di questi dati, però, sta nel far emergere connessioni tra economia, società e scelte individuali, non nel dettare una graduatoria definitiva delle vite possibili.

I numeri su immatricolazioni, fabbisogno di laureati e occupazione mostrano dove si aprono spazi reali di lavoro e fanno emergere il peso crescente di sanità, tecnologia, dati ed educazione.
Allo stesso tempo ricordano che, anche all’interno delle lauree più richieste, esistono percorsi diversi, ambienti opposti, ritmi di vita incompatibili tra loro.

Usare bene queste informazioni significa trattarle come una mappa, non come un copione obbligato. Offrono coordinate, non destinazioni. La domanda decisiva diventa allora come far dialogare le richieste del mercato con ciò che appassiona davvero, così da costruire una traiettoria professionale sostenibile e significativa anche quando le mode cambieranno.

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